Dalla Voce di Mantova del 17 Aprile 2026 

Egregio Direttore,

ho letto con attenzione l'articolo "si allunga la vita, ma crescono le disabilità" pubblicato sul suo giornale.

E' un'analisi lucida, corretta nei numeri e nelle premesse. Ma rischia di restare, come troppo spesso accade, una fotografia senza conseguenze. Perché dietro quei dati ci sono persone. E quelle persone, oggi, a Mantova come nel resto del Paese, non stanno semplicemente "invecchiando", stanno lottando per essere riconosciute, curate e rispettate.

Parlo in qualità di Presidente ANMIC Mantova, oltre che come medico impegnato da anni nelle Commissioni Invalidi Civili e nella tutela delle persone con disabilità.

Il punto non è vivere di più. Il punto è: come si vive.

L'articolo richiama correttamente l'aumento delle patologie croniche e degenerative. Ma non dice abbastanza chiaramente che il sistema così com'è non riesce a rispondere in modo adeguato.

Ogni giorno vediamo: cittadini che attendono mesi, talvolta anni, per un riconoscimento; invalidi costretti a difendersi più che a curarsi; anziani non autosufficienti lasciati soli, spesso affidati esclusivamente alle famiglie; disabilità invisibili – come la fibromialgia o i disturbi psichici – ancora oggi sottovalutate o, peggio, sospettate.

Dopo la riforma Basaglia abbiamo chiuso i manicomi, ma non abbiamo costruito una vera rete sociale e sanitaria capace di accogliere la sofferenza mentale. E questo, oggi, lo stiamo pagando.

Gli invalidi non sono un costo. Sono cittadini con diritti.

Serve il coraggio di dirlo con chiarezza: la sostenibilità del sistema non può essere scaricata sui più fragili.

Gli invalidi civili, i disabili psichici, i malati cronici, gli invalidi del lavoro non chiedono assistenzialismo.

Chiedono giustizia, tempi certi, percorsi chiari, dignità.

Anche il territorio deve fare la sua parte. Mantova non può limitarsi a osservare il fenomeno. 

Occorre: rafforzare l'integrazione tra servizi sanitari e sociali; creare punti di riferimento concreti per le famiglie; ascoltare stabilmente le associazioni che operano sul campo; affrontare il tema delle disabilità meno riconosciute; tutelare con maggiore determinazione gli invalidi del lavoro, troppo spesso lasciati soli nei confronti degli enti assicurativi.

Una scelta di civiltà. Una società si misura da come tratta i suoi membri più fragili.

Se l'aumento della longevità si traduce in anni di sofferenza, solitudine e burocrazia, allora non è un progresso.

E' un fallimento.

Mantova ha le competenze, le energie e le persone per essere un modello. Ma serve una scelta: mettere davvero la disabilità al centro delle politiche pubbliche.

Non nei convegni. Nella realtà quotidiana.

        Maurizio Santisi – Presidente ANMIC Mantova – medico specialista in oncologia.


COMUNICAZIONE AGLI ASSOCIATI


Si informano i gentili associati che INPS ha intrapreso una massiccia campagna di revisione a livello nazionale sulle invalidità civili che generano benefici economici ed assistenziali e su quelle pensioni/assegni erogati a fronte di una accertata riduzione della capacità lavorativa.

Si fa presente che l'ANMIC è l'unica, previa la regolarità del pagamento della quota associativa, che può assistere i tesserati in questo delicato passaggio tramite la valutazione della documentazione sanitaria da presentare qualora si venga convocati a visita di revisione, sempre supportata dalla consulenza dei propri medici.

Si invitano quindi tutti gli assistiti che non l'hanno ancora fatto, al rinnovo della quota associativa (al costo di € 47,80) al fine di ricevere la massima tutela.